Convertire un numero in numeri romani e viceversa
Scrivi un numero o dei numeri romani: il verso viene riconosciuto da solo e la conversione compare subito, con il dettaglio del calcolo e la forma corretta se la scrittura non è quella standard.
- Da 1 a 3999
- Verso riconosciuto da solo
- Calcolo dettagliato
- Errori segnalati
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Come si convertono i numeri romani?
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Scrivi un numero o delle lettere
Inserisci un numero tra 1 e 3999, come « 2026 », oppure dei numeri romani, come « MCMXC »: lo strumento riconosce da solo il verso della conversione.
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Leggi la scomposizione
Il risultato compare con il dettaglio del calcolo: MCMXC = M + CM + XC = 1000 + 900 + 90, cioè 1990.
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Controlla la scrittura
Se la scrittura non è standard, come « IIII » o « VX », lo strumento lo segnala e ti indica la forma corretta da usare.
Tutto per leggere e scrivere i numeri romani
In entrambi i sensi
Un solo campo per le due conversioni: cifre per ottenere la scrittura romana, lettere romane per ottenere il numero.
Calcolo spiegato
Ogni risultato è scomposto simbolo per simbolo, per capire la conversione o controllare un esercizio.
Scritture errate individuate
« IIII » o « VX » vengono segnalati come non standard, con la forma corretta: « IIII », per esempio, si scrive IV.
Tabella ed esempi
La tabella dei sette simboli, I, V, X, L, C, D e M, resta sempre visibile, e gli esempi di anni e secoli si provano con un clic.
Le regole dei numeri romani
I numeri romani si basano su sette simboli: I = 1, V = 5, X = 10, L = 50, C = 100, D = 500 e M = 1000. Si scrivono dal più grande al più piccolo e si sommano: VIII = 5 + 1 + 1 + 1 = 8, MDCC = 1700. Un simbolo posto davanti a uno più grande si sottrae, ma solo in sei casi: IV (4), IX (9), XL (40), XC (90), CD (400) e CM (900). Solo I, X e C possono essere sottratti, e soltanto davanti ai due simboli immediatamente superiori: 99 si scrive XCIX, non IC. Infine, uno stesso simbolo non si ripete più di tre volte di seguito (40 si scrive XL, non XXXX), e V, L e D non si ripetono mai.
Scrivere un anno o un secolo in numeri romani
Per convertire un numero, scomponilo in migliaia, centinaia, decine e unità, poi traduci ogni parte. 1990 = 1000 + 900 + 90, cioè M + CM + XC = MCMXC. 2026 = 2000 + 20 + 6, cioè MMXXVI. Il 1861, anno dell'Unità d'Italia, diventa MDCCCLXI, e il 1492 MCDXCII. In italiano i numeri romani si usano soprattutto per i secoli (il XXI secolo), i papi e i sovrani (Leone XIV, Vittorio Emanuele II), le legislature, i volumi, gli atti e i capitoli. Per trovare il secolo, aggiungi 1 al numero delle centinaia: il 1850 appartiene al XIX secolo, cioè all'Ottocento, e il 2026 al XXI. Attenzione agli anni tondi: il 1900 fa ancora parte del XIX secolo, e il 2000 del XX.
Perché non c'è lo zero e non si va oltre 3999?
I Romani non avevano un simbolo per lo zero: il loro sistema serviva a contare quantità, e non esiste una scrittura romana per 0, né per i numeri negativi o decimali. Il numero più grande che si può scrivere con le regole standard è 3999, cioè MMMCMXCIX, perché M non può ripetersi più di tre volte. Per i numeri molto grandi, un tempo si metteva una linea sopra un simbolo per moltiplicarlo per 1000, una notazione ormai rara. Un'altra curiosità: molti orologi mostrano IIII invece di IV per il 4. È una tradizione degli orologiai, non la scrittura standard, e lo strumento te lo segnala. Per scrivere un numero in lettere, usa « Scrivere un numero in lettere ».
Domande frequenti
Come si scrive 2026 in numeri romani?
MMXXVI: MM per 2000, XX per 20 e VI per 6. Allo stesso modo, 2025 si scrive MMXXV e 2000 semplicemente MM.
4 in numeri romani: IV o IIII?
La forma standard è IV (5 − 1). IIII si vede su molti quadranti di orologio per tradizione, ma non è la scrittura corretta; allo stesso modo, 9 si scrive IX e non VIIII.
Come si scrive 1999 in numeri romani?
MCMXCIX: M (1000) + CM (900) + XC (90) + IX (9). La forma abbreviata MIM è sbagliata, perché I si può sottrarre solo a V e a X.
In che secolo siamo in numeri romani?
Nel XXI secolo, cioè X + X + I = 21. È iniziato il 1° gennaio 2001 e terminerà il 31 dicembre 2100.
Perché nei numeri romani non c'è lo zero?
Il sistema romano non ha un simbolo per lo zero: serviva a indicare quantità, e lo zero è arrivato in Europa molto più tardi, con le cifre arabe. In numeri romani si possono quindi scrivere solo numeri interi da 1 in su.